Il mondo oltre [Racconto su L’Ircocervo]

I ragazzi de Il Rifugio dell’Ircocervo sono dei gran fighi perché, a parte il nome stupendo scelto per la loro rivista, hanno pubblicato un mio racconto corredato da un’immagine STRE-PI-TO-SA di Ginevra Ballati.

Il n. 2 della rivista è scaricabile gratuitamente (il mio racconto “Il mondo oltre” è a pag. 80).

Il cielo era completamente sgombro e le costellazioni aspettavano di essere riconosciute e ammirate, ma nessuno dei due era mai stato forte in astronomia. Un vero peccato.
«Secondo me ti servirebbe una prova suprema,» aveva detto Marco, «per fugare ogni dubbio. Qualcosa di estremo.»

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Work in progress: L’Acqua di Virginia

Mi sembrava doveroso togliere un po’ di polvere da questo blog. Soprattutto perché, dati alla mano, i pochi sventurati che ci inciampano lo fanno perché hanno cercato qualcosa su Joe Hill e NOS4A2. Quindi che faccio, un’altra recensione? Bah, chi se ne frega.

Parliamo piuttosto di quello che sto scrivendo.

Un po’ di tempo fa ho suscitato qualche perplessità con questo post su Facebook:

“L’acqua di Virginia” (titolo provvisorio) è arrivato a 30k parole. Diventa sempre più perverso man mano che lo scrivo. Devo avere qualche problema.

Colgo l’occasione per dire che, no, “L’Acqua di Virginia” non sarà un romanzo sullo squirting. Sento già la vostra palpabile delusione.

Si tratta del classico plot horror alla Lovecraft (ma anche alla King, se vogliamo) in cui il discendente della famiglia Tal dei Tali entra in possesso della villa dei suoi avi. Che, guarda caso, è maledetta.

L’idea mi è venuta ascoltando i racconti di mia nonna sulla Seconda Guerra Mondiale e in particolare sui bombardamenti con cui gli Alleati hanno martellato il Meridione. Infatti, la villa in questione è quasi completamente distrutta. Ma la sua attuale inquilina è molto vitale.

Come avete potuto intuire dal post, durante la stesura mi sono fatto prendere un po’ la mano con la violenza. A mia discolpa, posso dire che non è gratuita. Wikipedia ci dice:

Splatterpunk was a movement within horror fiction in the 1980s, distinguished by its graphic, often gory, depiction of violence, countercultural alignment and “hyperintensive horror with no limits.”

“L’Acqua di Virginia” sarà uno splatterpunk? Forse. In ogni caso, allo stato attuale ci sono mostri, smembramenti, stupri e una specie di zoofilia. Ma ci sono anche dei difetti.

A fronte di una “vomit draft” di circa 60.000 parole, mi ritrovo alcune scene scritte di getto che sono poco più che pagine di sceneggiatura. Alcuni personaggi sono cicciati fuori dalla narrazione e potrebbero assumere ruoli importanti. Per non parlare poi del fatto che devo dare una certa coerenza agli eventi che nella mia testa erano in un modo, sulla carta sono diventati altro.

Come al solito, la pianificazione in anticipo non è bastata. Per darvi un’idea, adesso dovrò fare ricerche sui seguenti argomenti:

  • L’innovazione della cucina italiana in America. Eh sì, perché il protagonista è un cuoco italo-americano. E l’ho deciso io che non so neanche farmi un uovo sodo.
  • Come svolgono le indagini i Carabinieri? Qual è la gerarchia? (Avete notato che nei romanzi c’è quasi sempre un commissario di polizia?)
  • Tecniche di bombardamento notturne durante la WWII.
  • Formazione di corsi d’acqua sotterranei.
  • Fasi della coltivazione della vite.

Ok. Se avessi immaginato tutto questo prima di iniziare, magari le cose sarebbero andate diversamente. E poi, chi lo pubblica lo splatterpunk in Italia? Ma soprattutto, chi lo legge?

Riuscirà il nostro eroe a venirne a capo? Se volete rimanere aggiornati, dovete solo cliccare qui. Anche perché ho qualche interessante raccontino in uscita che non vorrete perdervi.

E l’altro romanzo, “Giostra di carne”? Che fine ha fatto? Non preoccupatevi: l’ho già mandato in giro a cercarsi una casa.

Ecatombe [Racconto su Spazinclusi]

I ragazzi del litblog Spazinclusi mi hanno accettato come ospite di questa settimana e hanno pubblicato il mio racconto “Ecatombe“.

«Secondo il mio personale parere, la necessità di alimentarsi era l’ultima delle motivazioni che potevano aver portato a quello scempio. Antonio ammirava pensieroso il Pollock di intestini e sangue sparpagliati ovunque.»

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Orrore, smembramento, trasformazione

Premio Hypnos 2019: i vincitori

Weirdiana

Sabato 9 marzo, presso la libreria Miskatonic University di Reggio Emilia, sono stati proclamati i vincitori della sesta edizione del Premio Hypnos, per il miglior racconto italiano weird e fantastico.

Il Premio è andato a “I Colori sbagliati” di Fabio Lastrucci, secondo classificato “Zucchero“ di Lucio Besana e terzo classificato “Il Selezionatore” di Giulia Massini.

Il racconto vincitore sarà pubblicato nella rivista Hypnos 9, che uscirà in primavera.

Congratulazioni a tutti i vincitori e un grande ringraziamento a tutti i partecipanti di questa ricchissima edizione!

The winners of the Premio Hypnos, italian award for the best weird and fantastic story, wereannouncedlastSaturday, at the Miskatonic University library in Reggio Emilia.

The winner is “Icolorisbagliati” by Fabio Lastrucci, followed by “Zucchero” by Lucio Besana and “ISelezionatori” by Giulia Massini.

The winner story will be published in the next issue…

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Polmoni [Racconto su Verde Rivista]

Verde Rivista ha pubblicato il mio racconto “Polmoni“. Astenersi fumatori, autisti di bus e mangiatori di Nutella.

«Quando la situazione iniziò a peggiorare davvero, C. aveva 30 anni, di cui gli ultimi due passati a fumare. Andò tutto a rotoli su un autobus dell’Atav, tra lo sgomento del pavido conducente e l’irritazione di alcuni genitori zelanti. Era salito alla fermata di Torrevecchia già con la sigaretta che gli penzolava dalle labbra. Spenta, perché nonostante tutto era da cafoni fare le ciminiere sui mezzi.»

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